mercoledì 15 gennaio 2014

Perdono, atei e credenti.

imageI credenti professano il perdono, la compassione e il conforto. Tuttavia, solitamente, non sono tra i più propizi a perdonare; anzi, spesso vedono nelle disgrazie altrui una sorta di giustizia divina.

Dall'altra parte ci sono gli atei, i quali professano la scienza e la natura delle cose. Ma perché allora anche loro non riescono a perdonare facilmente?
Come può avere rancore una mente scientifica?
Se siamo il frutto di genetica e di un vissuto sociale, come possiamo biasimare gli errori degli altri?

È incredibile questo nascondersi dietro alla propria linea di pensiero per non ammettere una cosa tanto semplice: il non riuscire a perdonare è un proprio limite. E nel dire questo non c’è giudizio positivo o meno, ma pura costatazione.

Infatti non sto dicendo che perdonare sia un bene e non perdonare un male. Dico semplicemente di smetterla di nasconderci e guardare chi davvero siamo. Dovremo abbandonare la nostra ipocrisia e svelare il nostro vero Io, in modo di attuare una vera e profonda comprensione delle cose.

(Autore: Gufo Oscuro)
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