È bizzarro come la filosofia sia così bistrattata e ritenuta inutile da questo genere di persone, per poi però essere usata come primaria fonte di argomentazione per le proprie scelte. Ad esempio, quella di dare un senso all'amore o al procreare. Facendo passare un messaggio più incline al "filosofeggiare" che alla realtà dei fatti, la quale è puramente scientifica, essendo semplicemente chimica. Ma questo è solo uno dei tanti esempi, le situazioni sono pressoché illimitate.
Quindi perché questo astio verso la filosofia?
In parte è dovuto dalle tendenze odierne. I razionali oggigiorno “vanno molto di moda”. Sentirsi estremamente razionali (come se questo fosse per loro incompatibile con la filosofia), anche quando non si è mai aperto un solo libro di scienza (e quindi non si conoscere neanche il significato tra un libro tecnico e un libro divulgativo), è la prassi; fa molto trendy, e crea nel soggetto una certa sicurezza.
Nella società dell'apparire molti scelgono di stare dalla parte della scienza, essendo ai nostri tempi il business più gettonato e proficuo, capace anche di dare al soggetto una certa autorità.
Ovviamente questa non è un’accusa, e tanto meno uno sminuire la scienza, è semplicemente una costatazione. Aggiungendo: questo atteggiamento fa più male che bene al mondo scientifico. Rallentandone i progressi, perché non c'è bisogno di "tifosi" ma di adetti al lavoro, i quali devono per forza conoscere profondamente l'argomento.
In parte è dovuto dalle tendenze odierne. I razionali oggigiorno “vanno molto di moda”. Sentirsi estremamente razionali (come se questo fosse per loro incompatibile con la filosofia), anche quando non si è mai aperto un solo libro di scienza (e quindi non si conoscere neanche il significato tra un libro tecnico e un libro divulgativo), è la prassi; fa molto trendy, e crea nel soggetto una certa sicurezza.
Nella società dell'apparire molti scelgono di stare dalla parte della scienza, essendo ai nostri tempi il business più gettonato e proficuo, capace anche di dare al soggetto una certa autorità.
Ovviamente questa non è un’accusa, e tanto meno uno sminuire la scienza, è semplicemente una costatazione. Aggiungendo: questo atteggiamento fa più male che bene al mondo scientifico. Rallentandone i progressi, perché non c'è bisogno di "tifosi" ma di adetti al lavoro, i quali devono per forza conoscere profondamente l'argomento.
Questo non significa che siamo tutti dei Schopenhauer; anzi, menti così eccelse nascono raramente. Ma questo non toglie quello che ci accomuna tutti, ovvero la filosofia. E proprio nell'azione di negarlo palesiamo questo dato di fatto.
Come diceva Aristotele, in uno delle sue più popolari citazioni:
"Se si deve filosofare, si deve filosofare e se non si deve filosofare, si deve filosofare; in ogni caso dunque si deve filosofare. Se infatti la filosofia esiste, siamo certamente tenuti a filosofare, dal momento che essa esiste; se invece non esiste, anche in questo caso siamo tenuti a cercare come mai la filosofia non esiste, e cercando facciamo filosofia, dal momento che la ricerca è la causa e l'origine della filosofia".
L’uomo, in definitiva, non ha via di fuga. Una persona che nega la filosofia non è una persona semplicemente ipocrita, ma che sta cercando di negare la sua stessa essenza (usando tra l'altro proprio l'atto di filosofare). La quale è data dalla ricerca, la stessa che unisce tutte le cose: scienza, religione, politica, società e spiritualità; in un unica cosa conosciuta come filosofia.
(Scritto da: Gufo Oscuro)
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